Si è svolta giovedì 28 maggio un’importante giornata formativa dedicata alla dichiarazione dello stato di emergenza di protezione civile. L’evento, organizzato dalla Regione Piemonte, in collaborazione con il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, si è tenuto in modalità videoconferenza, registrando una significativa partecipazione di amministratori e tecnici dei Comuni e degli Enti Locali del territorio.
Il corso “Attività per il superamento delle emergenze di protezione civile di rilievo nazionale: dall’impatto degli eventi calamitosi ai primi interventi urgenti fino al rientro in ordinario”, ha inteso fornire strumenti concreti e aggiornamenti normativi, per affrontare le fasi successive a un evento critico.
La mattinata ha visto l’avvicendarsi di esperti e docenti di alto profilo provenienti direttamente dal Dipartimento Nazionale, i quali hanno approfondito la complessa macchina burocratica e operativa, che si attiva durante e dopo una calamità.
L’ingegner Emilio De Francesco ha aperto i lavori illustrando gli obiettivi del corso, per poi chiudere la giornata con un focus sui ristori economici destinati ai privati e alle attività produttive e commerciali colpite.
L’ingegner Adriana Giuseppa L’Episcopo ha analizzato il superamento dell’emergenza all’interno del Codice e il ruolo del Fondo regionale di protezione civile.
Lo stato di emergenza nazionale è stato sviscerato dall’ingegner Sonia Caruso, che ne ha delineato i soggetti coinvolti e i tempi di azione.
Spazio anche alle tecnologie con la presentazione degli applicativi e degli strumenti digitali messi a disposizione da Graziano Volpe della Regione Piemonte.
Il geologo Stefano Gullotti si è concentrato sulla gestione pratica dello stato di emergenza, tra ordinanze e piani degli interventi, mentre l’ingegner Francesco Rossi ha guidato i partecipanti attraverso le procedure necessarie per il delicato passaggio del “rientro in ordinario”.
Incontri formativi come questo si rivelano fondamentali per i Comuni del territorio, spesso chiamati a gestire in prima linea le fragilità idrogeologiche, le emergenze climatiche e i danni conseguenti. Un passo decisivo per garantire risposte rapide, efficaci e vicine ai cittadini e alle imprese colpite.